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STUDIO DELLE RELAZIONI TRA ESPOSIZIONE A URANIO IMPOVERITO E CANCRO
di Davide Borelli

(seminario tenuto sotto la supervisione di Nicolas Olea Serrano, importante radiologo dell'Università di Granada, Spagna)

"Errare umanum est"

 

ESPOSIZIONE "CIVILE" ALL'URANIO IMPOVERITO

Studio dell'esposizione all'uranio impoverito in seguito all'incidente aereo di Amsterdam

ESPOSIZIONE DI MILITARI (I): LA "SINDROME DEL GOLFO"

Studio, su topi della diffusione dell'uranio impoverito nell'organismo

Studio di mutagenicità in urina e siero di topi esposti a uranio impoverito

Studio della trasformazione a fenotipo cancerogeno di cellule ossee umane esposte all'uranio impoverito

ESPOSIZIONE DI MILITARI (II): LA SINDROME DEI BALCANI

Studi di esposizione ed epidemiologico da parte dei ministeri della difesa:

BIBLIOGRAFIA

 

 

 

VALUTAZIONE DEL RISCHIO DA URANIO IMPOVERITO IN SEGUITO ALL'INCIDENTE DEL BOEING 747-258F AD AMSTERDAM IL 4 DI OTTOBRE DEL 1992

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  • L'uranio impoverito bruciato si disperde, a causa del vento, sotto forma di ossidi poco solubili
  • Alcune centinaia di persone della zone circostante risentono di vari disturbi e malattie negli anni successivi all'incidente
  • Valutazione dell'esposizione della popolazione all'uranio impoverito (basata su calcoli di fluidodinamica sui flussi d'aria della zona)
    • 1 mSv nella migliore delle ipotesi
    • 1 mSv nella peggiore delle ipotesi
  • La dosi ricevuta è molto bassa, molto inferiore alla dosi tossica e confrontabie con la dosi standard dei lavoratori

 

LE MALATTIE RISCONTRATE NEL PERIODO SUCCESSIVO ALL'INCIDENTE AEREO NON POSSONO ESSERE STATE CAUSATE DALL'URANIO IMPOVERITO BRUCIATO NELL'INCENDIO, MA PIÙ PROBABILMENTE DAL CARICO DI SOSTANZE CHIMICHE TRASPORTATE.

 

 

DIFFUSIONE DELL'URANIO IMPOVERITO IN TOPI CONTAMINATI CON URANIO IMPOVERITO

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  • Esposizione cronica di varie intensità causata dall'impiantazione di frammenti di uranio impoverito
  • Impiantazione di 20 frammenti (10 in ogni coscia) di uranio impoverito, tantalio o entrambi:
  • Gruppo 0 (non contaminati)
  • Gruppo 1 (di controllo): 20 frammenti di tantalio (metallo inerte)
  • Gruppo 2 (di dosi bassa): 16 frammenti di tantalio e 4 di uranio impoverito
  • Gruppo 3 (di dosi media): 10 frammenti di tantalio e 10 di uranio impoverito
  • Gruppo 4 (di dosi alta): 20 frammenti di uranio impoverito
  • Analisi di concentrazione dell'uranio nell'urina, nel sangue e nei tessuti dopo 1 giorno, 1 mese, 6 mesi, 12 mesi, 18 mesi.
Risultati:
  • Concentrazioni molto alte nei reni, tibia, cranio, fegato e milza
  • Le concentrazioni dipendono dall'esposizione: il gruppo 4 presenta in generale i livelli più alti, a eccezione di fegato e milza, a 6 e 12 mesi
  • La concentrazione nell'urina è 5-10 volte più piccola che nei reni
  • Si riscontrano concentrazioni significative per molti mesi
  • L'uranio si accumula nelle ossa e si sostituisce al calcio
  • La concentrazione di uranio nell'urina è massima dopo 6 mesi e poi decresce, mentre quella nelle ossa l'uranio continua ad accumularsi
  • La concentrazione di uranio nel cervello raggiunge livelli inattesi

LA CONCENTRAZIONE NELL'URINA È UN BUON INDICE DI ESPOSIZIONE ALLA CONTAMINAZIONE DA URANIO IMPOVERITO?

 

 

STUDIO DELLA MUTAGENICITÀ NELL'URINA E NEL SIERO DI TOPI CONTAMINATI CON URANIO IMPOVERITO

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  • Studio di mutagenicità indotta dall'esposizione cronica all'uranio impoverito
  • Si cerca una relazione tra:
    • tempo di esposizione o dosi ricevuta e mutagenicità
    • concentrazione dell'uranio nell'urina e mutagenicità
  • Impiantazione di 20 frammenti di tantalio, uranio impoverito o entrambi (questo esperimento si svolgeva parallelamente al precedente, sulle stesse cavie):
  • Analisi della concentrazoine dell'uranio e della mutagenicità nell'urina e nel siero prima dell'impiantazione e 6, 12, 18 mesi dopo
Risultati:
  • Aumento statisticamente significativo del potenziale mutagenico, in dipendenza sia dal tempo sia dalla dosi
  • Nessun aumento di mutagenicità nei gruppi 0 e 1
  • Forte dipendenza dal tempo di esposizione per la concentrazione dell'uranio nell'urina
  • Nessuna differenza tra le concentrazioni di uranio nel siero dei gruppi 0, 1 e 2, 3, 4
  • Forte correlazione tra la concentrazione dell'uranio nell'urina e il potenziale mutagenico

 

 

TRASFORMAZIONE DI CELLULE OSTEOBLASTICHE UMANE AL FENOTIPO CANCEROGENO A CAUSA DEL CLORURO DI URANILE DI URANIO IMPOVERITO (DU-UO2Cl2)

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  • Cellule di osteosarcoma umano: HOS (TE85 – clone F5)
  • Trattamento di 24 ore con tre sostanze differenti:
    • 1 milione di cellule con Pb(AcO) 20 mM
    • 1 milione di cellule con NiSO4 20 mM
    • 1 milione di cellule con DU-UO2Cl2 10 mM

Sono concentrazioni che non causano effetti acuti (non influiscono né sulla sopravvivenza né sulla riproduzione delle cellule) e permettono di studiare gli effetti su tempi lunghi

  • Incubazione di 5 settimane
  • Analisi di SCE (Sisters Chromatides Excange):
    • 8.3 SCE per cellula nelle cellule di riferimento, non esposte
    • 8.9 SCE per cellula in quelle esposte a Pb(AcO)
    • 11.4 SCE per cellula in quelle esposte a NiSO4
    • 17.9 SCE per cellula nele cellule esposte a DU-UO2Cl2
  • Analisi microdosimetrica: solo lo 0.0014% dei nuclei cellulari sono colpiti da particelle a
  • Analisi morfologica: formazione diffusa di foci di tipo II
  • La trasformazine delle cellule dopo il trattamento, rispetto alle cellule non trattate, aumenta di:
    • 5.0 veces para el Pb(AcO)
    • 7.1 veces para el NiSO4
    • 9.6 veces para el DU-UO2Cl2
  • Caratterizzazione biologica del fenotipo trasformato: inoculazione di cellule traformate in topi da laboratiorio:
    • le cellule HOS parentali non formano nessun tumore in un periodo di 6 mesi
    • le cellule trattate con DU-UO2Cl2 formano tumori (riconosciuti come umani) in 4 settimane
  • Dipendenza dalla dosi: la frequenza di traformazione delle cellule cresce con la dosi (concentrazione di DU-UO2Cl2)

NON SI CONOSCE LA CAUSA DELLA TRASFORMAZIONE DELLE CELLULE IN ESAME, PERÒ SI SA CHE LA CAUSA NON È LA RADIOATTIVITÀ DELL'URANIO. PER LE PROPRIETÀ STUDIATE L'URANIO PRESENTA UN RISCHIO UGUALE O MAGGIORE AD ALTRI METALLI PESANTI LA CUI PERICOLOSITÀ È RICONOSCIUTA DA TEMPO.

 

 

MINISTERO DELLA DIFESA SPAGNOLO

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RELAZIONE DEL COMITATO SCIENTIFICO SULLA SITUAZIONE SANITARIA RELAZIONATA CON LE OPERAZIONI DI MANTENIMENTO DELLA PACE NELLA ZONA DEI BALCANI

Dr. D. Antonio Colmenarejo Rubio, Dr. D. Enrique Espinosa Arranz, Dr. D. Gonzalo López Abente, Dr. D. José Luis Martínez Aedo Sáenz de Ormijana, Dr. D. Jesús San Miguel Izquierdo, Dra. Dña. Odorina Tello Anchuela, Dr. D. Eliseo Vaño Carruana, Dr. D. Luis M. Villalonga Martínez.

 

1. STUDIO DI UNA POSSIBILE CONTAMINAZIONE DA URANIO
  • Analisi dell'urina in 4055 individui del personale militare e civile que lavorò nei Balcani:
    • 80 analisi da parte dell'ENUSA (Impresa Nazionale dell'Uranio, Salamanca)
    • 3975 analisi da parte dell'Istituto di Medicina Preventiva (tra questi, i membri di una unità appena tornata dal Kosovo)
LIVELLI DI CONCENTRAZIONE NORMALI, NON SI HA RISCONTRATO PLUTONIO
  • Studio di dosimetria biologica di 500 metafasi in 9 individui e di 100 metafasi in 6 individui. Livelli di esposizione normali.
2. STUDIO DEI PROCESSI NEOPLASICI INDIVIDUATI
  • Ricerca di casi di neoplasie tra il personale que lavorò nei Balcani:
    • periodo di 8 anni, dal 1/1/1993 al 31/12/2000
    • durata media di ogni missione: 5 mesi (tra 4 e 15 mesi)
    • media di 20 mesi tra l'inizio della missione e la comparsa del cancro (tra 2 e 60 mesi)
  • 25 neoplasie maligne (2 donne e 23 uomini):
    • 9 emopatie (tra esse 4 linfomi di Hodgkin)
    • 16 tumori solidi (tra essi 4 carcinomi renali)

CARATTERISTICHE E COMPORTAMENTO UGUALI A QUELLI DEI TUMORI DELLA PRATICA CLINICA CONVENZIONALE

  • Si fissa un periodo di latenza minimo di 6 mesi

7 casi (tra essi 1 linfoma di Hodgkin e 2 tumori renali) presentan un tempo di latenza troppo corto

3. STUDIO EPIDEMIOLOGICO
  • Confronto casi osservati/casi attesi (con riferimento ai tassi di incidenza di tumore pubblicati in Spagna dalla Agenzia Internazionale di Ricerca sul cancro)
  • Stima su 25496 persone nello stesso periodo di tempo della popolazione di militari

4. RISULTATI

 

UOMINI

DONNE

TOTALE

TUMORE

att.

oss.

p2

att.

oss.

p2

att.

oss.

p2

CAV. BOCCALE E FARINGE

1,5481

1

0,78735

0,0224

0

 

1,5705

1

0,79206

ESOFAGO

0,2496

0

 

0,0017

0

 

0,2512

0

 

ESTOMAGO

1,0086

1

0,63527

0,0327

0

 

1,0413

1

0,64700

COLON-RETTO

1,3902

1

0,75097

0,0560

0

 

1,4462

1

0,76454

FEGATO

0,3829

0

 

0,0038

0

 

0,3866

0

 

PANCREAS

0,1563

0

 

0,0033

0

 

0,1596

0

 

LARINGE

0,5896

1

0,44545

0,0005

0

 

0,5900

1

0,44567

POLMONE

1,4128

1

0,75654

0,0147

0

 

1,4276

1

0,76012

MELANOMA ALLA PELLE

0,9218

1

0,60220

0,0888

0

 

1,0106

1

0,63600

PROSTATA

0,0634

0

 

0,0000

0

 

0,0634

0

 

TESTICOLI

7,4117

2

0,99492

0,0000

0

 

7,4117

2

0,99492

SENO (donne)

     

0,2769

0

 

0,2769

0

 

COLLO DELL'UTERO

     

0,1078

0

 

0,1078

0

 

CORPO DELL'UTERO

     

0,0238

0

 

0,0238

0

 

OVAIE

     

0,0807

0

 

0,0807

0

 

VESCICA

1,0706

1

0,65720

0,0062

0

 

1,0768

1

0,65932

RENI

0,4166

4

0,00090

0,0112

0

 

0,4278

4

0,00099

CERVELLO

3,2606

2

0,83654

0,1174

0

 

3,3780

2

0,85064

TIROIDE

0,2175

0

 

0,0502

1

0,04896

0,2677

1

0,23486

LINFOMA NON HODGKIN

3,4831

4

0,45972

0,0887

0

 

3,5717

4

0,47876

LINFOMA DI HODGKIN

2,1527

2

0,63375

0,0923

2

0,00401

2,2449

4

0,18955

MIELOMA

0,0844

0

 

0,0027

0

 

0,0872

0

 

LEUCEMIA

3,0451

1

0,95241

0,0703

0

 

3,1153

1

0,95563

TUTTI (SENZA PELLE-NON MELANOMA)

3,0098

2

0,98256

1,2681

3

0,13561

4,2780

5

0,95824

  • Numero di casi osservati (25) inferiore a quello di casi attesi (34.3): "sindrome del lavoratore sano"
  • Eccesso di tumori renali tra gli uomini (4 osservati contro 0.2 attesi)
  • Eccesso di linfomi di Hodgkin tra le donne (2 oservati contro 0.09 attesi)

Considerando un tempo di latenza minimo di 20 mesi si elimina la significatività statistica: "NON È STATO OSSERVATO FINORA UNA MAGGIOR INCIDENZA DI PROCESSI NEOPLASICI TRA GLI EFFETTIVI SPAGNOLI QUA HANNO PARTECIPATO ALLE OPERAZIONI DI PACE."

Livelli moderati di assorbimento di uranio impoverito non hanno un potenziale carcinogenico radiologico o chimico apprezzabile. NONOSTANTE CIÒ, IL PERIODO DI LATENZA È MOLTO LUNGO, TRA 10 ANNI E VARI DECENNI. I TUMORI INDIVIDUATI TRA GLI INDIVIDUI ESPOSTI PER POCO TEMPO IN YUGOSLAVIA NON POSSONO ESSERE ATTRIBUITI ALLE RADIAZIONI DELL'URANIO IMPOVERITO e gli effetti tossici sarebbero stati alterazioni renali raversibili.

Allora, PERCHÉ È STATA FATTA QUESTA RELAZIONE?

 

 

MINISTERO FEDERALE DI DIFESA TEDESCO

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STUDIO SULL'URANIO ESCRETO CON L'URINA: CONTROLLO DELLE MISURE DI PROTEZIONE ADOTTATE DAL CONTINGENTE KFOR DELL'ESERCITO TEDESCO

P. Roth, E. Werner, H. G. Paretzke

 

1. OBIETTIVO DELLO STUDIO

Stabilire se esiste una relazione tra le aree bombardate con uranio impoverito e gli effetti della presenza di uranio nell'organismo

2. CARATTERISTICHE DELLO STUDIO
  • Non è uno studio epidemiologico: si ricercano individui contaminati, è una quantificazione del rischio di esposizione e contaminazione
  • Il metabolismo dell'uranio è abbastanza noto
  • Il 98% dell'uranio ingerito viene espulso con le feci in 3-4 giorni, mentre la secrezione nelle urine è proporzionale al contenuto globale di uranio dell'organismo
3. METODO DI ANALISI
  • ICP-MS (Inductive Coupled Pasma – Mass Spectrometry): sensibilità 1ng/l
  • Prima volta che si effettua questa misura su persone non esposte
  • Si misura solo la presenza di U-238 e non di U-235: perciò non si può stabilire se l'uranio che si individua è naturale, arricchito o impoverito
4. RISULTATI DELLE ANALISI SULLA POPOLAZIONE NON ESPOSTA

Campione di 200 persone di ambo i sessi, tra 7 e 84 anni, volontari sani provenienti da tutta la Germania

  • Nessuna differenza tra uomini e donne
  • La secrezione di uranio e la dispersione dei dati aumentano con l'età
  • La concentrazione di uranio nell'urina può variare del 60% in giorni diversi: NON SI CONOSCE LA CUSA DI QUESTA VARIAZIONE, a non può essere spiegata solo con il cambio di alimentazione; inoltre inluisce moltissimo il consumo d'acqua
  • Si effettua un'analisi statistica di molti campioni di urine dello stesso individuo per calcolare una media significativa del valore di secrezione

5. RISULTATI DELL'ANALISI DELLA POPOLAZIONE DI MILITARI
  1. Militari esaminati prima (43 individui) e 2 mesi dopo la missione (39 individui)
  2. Militari esaminati durante la missione (38 individui)
  3. Militari di missioni precedenti (41 individui)

"IN NESSUN CASO È STATA TROVATA UNA DIFFERENZA STATISTICAMENTE SIGNIFICATIVA TRA I VALORI DI SECREZIONE DI URANIO DI INDIVIDUI DELLA POPOLAZIONE NON ESPOSTA E QUELLI DEI MILITARI ESPOSTI. INOLTRE È IMPORTANTE SOTTOLINEARE IL FATTO CHE CONCENTRAZIONI POTENZIALMENTE PERICOLOSE DI URANIO NELL'ORGANISMO AVREBBERO PROVOCATO LIVELLI SI SECREZIONE NELLE URINE DI UN ORDINE DI GRANDEZZA MAGGIORI DI QUELLI MISURATI"

Non è stata stabilita la composizione isotopica dell'uraniosecreto dai militari: IL RISCHIO DI ESPOSIZIONE MISURATO CORRISPONDE DAVVERO ALL'ESPOSIZIONE A URANIO IMPOVERITO?

 

 

MINISTERO DELLA DIFESA ITALIANO

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RELAZIONE DELLA COMMISSIONE ISTITUITA DAL MINISTRO DELLA DIFESASULL’INCIDENZA DI NEOPLASIE MALIGNE TRA I MILITARI IMPIEGATI IN BOSNIA E KOSSOVO

Prof Franco Mandelli, Prof Carissimo Biagini, Prof Martino Grandolfo, Dr Alfonso Mele, Dr Giuseppe Onufrio, Dr Vittorio Sabbatini, Gen. Isp. Med. Antonio Tricarico

 

1. OBIETTIVO DELLO STUDIO
  • Verificare l'esistenza di una relazione tra le neoplasie di alcuni militari italiani e la loro permanenza nei Balcani
  • Quantificare il rischio di esposizione all'uranio impoverito
2. POPOLAZIONE IN ESAME
  • 39309 militari
  • Età: tra 20 e 59 anni
  • Luogo dela missione: Bosnia o Kosovo
  • Periodo di tempo: da dicembre 1995 a gennaio 2001

IL 67% DEGLI INDIVIDUI PROVIENE DALLE REGIONI DEL SUD DEL'ITALIA, IL 60% COMPIE LA SUA PRIMA MISSIONE NEL 1999/2000 (Kosovo)

3. STUDIO EPIDEMIOLOGICO
  • 35 neoplasie individuate
    • 18 ematopatie (tra essi 11 linfomi di Hodgkin)
    • 17 tumori solidi (nessun tmore ai reni)
  • Si fissa un tempo di latenza minimo di 12 mesi

10 PROCESSI (tra cui 3 linfomi de Hodgkin) SI SONO MANIFESTATI IN UN TEMPO INFERIORE E QUINDI NON POSSONO ESSERE RELAZIONATI CON LA MISSIONE NEI BALCANI

  • Confronto casi osservati/casi attesi (in riferimento ai dati di 12 registri di tumori relativi al periodo di tempo dal 1993 al 1997)
4. RISULTATI DELLO STUDIO EPIDEMIOLOGICO

Patologia

Casi osservati

Casi attesi

p

SIR

Percentuale di certezza 95%

Linfoma di Hodgkin

Linfoma non Hodgkin

Leucemia linfatica acuta

Altre ematopatie

Tumori solidi

Tutte le neoplasie

11

5

2

0

17

35

3.69

6.30

0.82

2.15

52.05

67.98

0.0015

0.3988

0.1984

0.1165

< 0.001

< 0.001

2.98

0.79

2.42

-

0.31

0.51

1.49 – 5.34

0.26 – 1.85

0.29 – 8.77

-

0.18 – 0.49

0.36 – 0.72

Ipotesi: 12 mesi di latenza

Patologia

Casi osservati

Casi attesi

p

SIR

Percentuale di certezza 95%

Linfoma di Hodgkin

Linfoma non Hodgkin

Leucemia linfstica acuta

Altre ematopatie

Tumori solidi

Tutte le neoplasie

8

2

1

0

14

25

2.17

3.84

0.50

1.30

33.57

41.37

0.0018

0.2625

0.3935

0.2725

0.0001

0.0043

3.69

0.52

2.02

-

0.42

0.60

1.59 – 7.27

0.06 – 1.88

0.04 – 11.26

-

0.23 – 0.70

0.39 – 0.89

  • Numero di casi totali osservati (35) inferiore a quello atteso (67.98)
    • "sindrome del lavoratore sano"
    • il 67% della popolazione di militari analizzata proviene dal meridione mentre il 67% dei registri tumori utilizzati è di città del nord (dove l'incidenza di tumori è maggiore)
  • Eccesso statisticamente significativo di linfomi di Hodgkins (11 osservati contro 3.69 attesi) che non viene eliminato nemmeno se si considera un periodo di latenza minimo di 12 mesi (8 osservati contro 2.17 attesi)
  • Non è mai stata evidenziata, da altri studi, una relazione di causalità tra agenti fisici o chimici e linfoma di Hodgkin
  • Nessuno degli studi effettuati in precedenza e utilizzati come riferimento si riferisce a un caso di irradiazione interna di tipoa, locale, e di bassa intensità
5. ANALISI DI CONTAMINAZIONE E RISULTATI

Analisi di rischio di contaminazione da uranio impoverito con la stessa metodologia del rapporto tedesco

  • Analisi ICP-MS (Inductive Coupled Plasma – Mass Spectrometry
  • Popolazione di riferimento: 28 individui mai esposti
  • Popolazione in esame
  • 25 militari con esperienza nei Balcani
  • 75 militari alla loro prima esperienza (analisi prima e dopo la missione)

I LIVELLI DI URANIO NELL'URINA DEI MILITARI ESPOSTI NON SONO STATISTICAMENTE DIVERSI DA QUELLI DELLA POPOLAZIONE MAI ESPOSTA

6. ERRORI COMMESSI DALLA COMMISSIONE
  • Tutti i militari vengono considerati come soggetti allo stesso rischio di esposizione
  • Si considerano TUTTI i militari che partecipano ad almeno una missione di pace, anche quelli che rimasero nei Balcani un solo giorno
  • Lo studio non considera i militari che parteciparono ad altre missioni a rischio, in Irak, Somalia, o che operano nei poligoni in cui si usa l'uranio impoverito, e che avrebbero perciò un tempo di latenza confrontabile con il tempo necessario alle neoplasie per manifestarsi
  • In Bosnia (Irak e Somalia) i militari italiani non disponevano di nessuna protezione, in Kosovo sì; però lo studio non considera questo diverso fattore di rischio per le due missioni
  • L'89% dei militari malati considerati nello studio operò nella zona di Sarajevo, ma la commissione dichiara che "Non si hanno invece informazioni in merito alla possibile contaminazione da uranio impoverito per quanto riguarda la Bosnia, in particolare l'area di Sarajevo, per cui si ritiene di grande utilità l’estensione delle attività della missione tecnico-scientifica dell'UNEP a quest'area.".

CHE VALIDITÀ HA QUESTA RELAZIONE?

 

 

BIBLIOGRAFIA

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Uijt de Haag, Smetsers, Witlox, Krüs, Eisenga

Journal of Hazardous Materials, 2000 Aug, 76:1, 39-58

Pellmas, Fuciarelli, Ejnik, Hamilton, Hogan, Strocko, Emond, Mottaz, Landauer

Toxicological Science, 1999, 49: 29-39

Miller, Fuciarelli, Jackson, Ejnik, Emond, Strocko, Hogan, Page, Pellmar

Mutagenesis, 1998, vol.13 nº6: 643-48

Miller, Blakely, Livengood, Whittaker, Xu, Ejnik, Hamilton, Parlette, St. John, Gerstenberg, Hsu

Environmental Health Perspective, 1998 Aug, vol.106 nº8: 465-71

Antonio Colmenarejo Rubio, Enrique Espinosa Arranz, Gonzalo López Abente, José Luis Martínez Aedo Sáenz de Ormijana, Jesús San Miguel Izquierdo, Odorina Tello Anchuela, Eliseo Vaño Carruana, Luis M. Villalonga Martínez
P. Roth, E. Werner, H.G. Paretzke
Mandelli, Biagini, Grandolfo, Mele, Onufrio, Sabbatini, Tricarico

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