Sintesi di nuclei pesanti tramite cattura neutronica
Nel cuore delle stelle i processi di fusione nucleare possono
arrivare a produrre tutti i metalli (cioè, in astronomia, gli elementi più pesanti
dell'elio) fino al ferro, che ha numero atomico 26: questo momento segna, in ogni caso, la
morte della stella. Secondo la fisica atomica, infatti, i nuclei di ferro non possono
combinarsi e produrre energia: per fondersi la richiedono. Perciò l'accumulo di questo
elemento nel centro della stella ne segna la fine, dato che esso non può essere un nuovo
combustibile: la stella esplode come supernova.
Durante l'esplosione i nuclei degli atomi sintetizzati per
fusione termonucleare possono essere "arricchiti" tramite processi di cattura di
neutroni e formare nuclei più pesanti. Infatti il plasma stellare, composto da nuclei di
atomi ionizzati, protoni, neutroni ed elettroni liberi, ha una grande energia cinetica
(data la sua elevatissima temperatura); in questa situazione un neutrone può riuscire ad
unirsi ad un nucleo atomico: immediatamente si scinde con un decadimento ß-, producendo
un protone (che rimane unito al nucleo e ne accresce il numero atomico), un elettrone (che
sfugge subito dall'atomo per l'elevatissima energia cinetica) e un antineutrino
(l'antiparticella corrispondente al neutrino). Durante questo processo viene liberata
energia in quantità proporzionale alla differenza tra le massa dei due nuclei (iniziale e
finale), secondo la famosissima formula di Einstein:
E=mc²
Alla fine della reazione si ottiene l'atomo immediatamente successivo
al primo nella tavola periodica degli elementi: per esempio il ferro diventa cobalto, e
così per tutti gli elementi.