Oggi lo Scienziato autorevole, quello che conta e le
cui affermazioni fanno notizia, è un matematico puro, che scova continuamente
singolarità o infiniti, che sacrifica la certezza dell'osservazione realizzata da
scienziati seri in nome della bellezza, della simmetria, dell'eleganza delle proprie
equazioni. Anche Einstein, è vero, svolgeva studi unicamente teorici, ma non ha mai
tralasciato di confrontare i propri risultati con le osservazioni.
Con questo lavoro non mi ripropongo certamente di
avanzare nuove teorie cosmologiche, ma di muovere alcune critiche a quella più nota e
oggi considerata come il modello standard (è agghiacciante, per la scienza, che si
abbia il coraggio di definire drasticamente come modello standard una teoria così dubbia
e comunque riguardante un argomento tanto incerto). E' la stessa cosmologia che si
realizza nelle forme che ho appena citato: matematica pura e sensazionalismo. Il Big Bang
è da tutti osannato come la vera storia del cosmo: chi volesse sentirne le lodi potrebbe
agevolmente trovare una vasta e varia biblioteca di testi che ne trattano e tra essi ne
scoverebbe alcuni di qualità. Invece quasi nessuno ne mette in evidenza i lati oscuri, le
numerose falle, le incongruenze o critica il metodo con cui essa viene sostenuta. Proprio
questo è quello che mi propongo di fare, attingendo soprattutto all'opera del fisico Eric
Lerner e del grande astronomo inglese Fred Hoyle. Oltre a ciò intendo esporre brevemente
le due più serie alternative al Big Bang (lo Stato Stazionario e la cosmologia del
plasma) e cercherò di spiegare perchè per molti versi siano almeno altrettanto valide
del modello standard.
Questa relazione vuole solamente sottolineare
l'inadeguatezza di qualsiasi teoria che venga presentata come ufficiale o definitiva, e
non solo in campo cosmologico; non voglio persuadere ad accettare l'una o l'altra
proposta, sia perché non ne ho l'autorevolezza, sia perché ritengo che non sia saggio
né opportuno, in una scienza ancora oscura e incerta come la cosmologia, sbilanciarsi
troppo rischiando di perdere obiettività. Fred Hoyle diceva di sé:
«Ho sempre cercato di mantenere un punto di vista
equilibrato tra diverse possibilità, mentre spesso alcuni scienziati sembrano sentire il
bisogno di schierarsi in modo inequivocabile a favore di una teoria o di un'altra, quasi
sostenessero un partito politico o una squadra di calcio»¹.